ICI – Cassazione – Sentenza 13068 del 30/6/2020 – Dichiarazione – Violazione ultra annuale e continuazione

Conferma l’invocabilità della continuazione in materia la più recente giurisprudenza, per la quale, in tema di ICI, l’omessa denuncia dell’immobile deve essere sanzionata per tutte le annualità per cui si protrae in quanto, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992, a ciascuno degli anni solari corrisponde un’autonoma obbligazione che rimane inadempiuta non solo per il versamento dell’imposta, ma anche per l’adempimento dichiarativo, fermo restando che, trattandosi di violazioni della stessa indole commesse in periodi d’imposta diversi, si applica la sanzione base aumentata dalla metà al triplo, secondo l’istituto della continuazione ex articolo 12, comma 5, del d. Igs. n. 472 del 1997 (Cass., Sez. 5, n. 13391 del 30 giugno 2016).
Pertanto, deve ritenersi che, in generale, la continuazione possa trovare spazio con riguardo all’ICI e che, in presenza di più violazioni della stessa indole reiterate negli anni (come l’omessa dichiarazione), si applichi l’articolo 12, comma 5, del d.lgs. n. 472 del 1997.

IMPOSTA PUBBLICITA’ – Cassazione – Sentenza 23572 del 6/11/2009 – Violazioni ultra annuali – Ripetibilità sanzione

anche in tema di imposta di pubblicità, il D.Lgs. n. 507 del 1993, prevede che “la dichiarazione della pubblicità annuale ha effetto anche per gli anni successivi, purchè non si verifichino modificazioni degli elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta”.
L’annualità dell’imposta è ribadita da Cass. n. 4399/2008, n. 1915/2007, n. 552/2007.
Sussistono pertanto analoga impostazione normativa e analoga ratio legis che impongono di addivenire alla medesima ricostruzione interpretativa.
Nè dal superiore principio della ultrattività della dichiarazione per gli anni successivi (salve le superiori mutazioni dello stato di fatto) potrebbe dedursi la conseguenza della sussistenza di una sola violazione iniziale, in caso di omessa dichiarazione protrattasi per più anni, atteso che la situazione di chi presenta regolarmente la dichiarazione non è certo simmetrica a quella di chi non la presenta, come nel caso in ispecie, del tutto.

 

ICI – Cassazione – Ordinanza 29374 del 23/12/2020 – Omessa dichiarazione – Violazione ultra annuale

“La dichiarazione predetta ha effetto anche per gli anni successivi, sempreché non si verifichino modificazioni dei dati e degli elementi dichiarati da cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta, nel qual caso i predetti soggetti sono tenuti a denunciare le modificazioni intervenute. A ciascuno degli anni solari corrisponde una autonoma obbligazione di imposta (art. 10, comma 1) che rimane inadempiuta non solo per il versamento dell’imposta, ma anche per l’adempimento dichiarativo (v. Cass. n. 18230 del 2016; Cass. n. 14399 del 2017).”

TARSU – Cassazione – Ordinanza 13486 del 18/5/2019 – Violazioni ultra annuali – Sanzione ripetibile ogni anno

La liquidazione della TARSU si basa su elementi acquisiti a seguito di denuncia da parte del contribuente, che nel corso degli anni possono essere soggetti a variazione e modificazione, con la conseguenza che la omessa denuncia deve essere sanzionata per tutte le annualità per cui si protrae, in quanto, a ciascuno degli anni solari, corrisponde un’autonoma obbligazione che rimane inadempiuta non solo per il versamento dell’imposta, ma anche per l’adempimento dichiarativo, fermo restando che, trattandosi di violazioni della stessa indole commesse in periodi di imposta diversi, si applica la sanzione base aumentata dalla metà al triplo, secondo l’istituto della continuazione ex art. 12comma 5, del d.lgs. n. 472 del 1997.

Questa Corte (Cass.26434/2017) ha affermato il seguente principio di diritto: la sanzione va applicata anche per gli anni successivi al primo, con riferimento ad ogni singolo anno di imposta, potendosi applicare per violazione della stessa indole riferite a periodi di imposta diversi, l’istituto della continuazione, ex art. 12, comma 5, del d.lgs. n. 472 del 1997.

TARSU – Cassazione – Ordinanza 29394 del 23/12/2020 – Dichiarazione omessa o infedele – Violazione ultra annuale – Fusione per incorporazione

“…se la denunzia fu incompleta o infedele o addirittura omessa, come nella specie, l’obbligo di formularla correttamente si rinnova di anno in anno; conseguentemente l’inottemperanza a tale obbligo – sanzionata dall’art. 76 del D.L.vo 15 novembre 1993 n. 507 – non può produrre, per decorso del tempo, come pretenderebbe il contribuente la sanzionabilità solo per la prima annualità, dato che il comportamento omissivo è perdurato nel tempo in violazione del chiaro disposto normativo…”

Altri argomenti trattati nella sentenza: fusione per incorporazione

TOSAP – Cassazione – Sentenza 27048 del 21/12/2007 – Occupazioni permanenti e temporanee – Criteri

In tema di tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche – TOSAP – e sulla base del combinato disposto degli articoli 42, 44 e 45 del D.lgs. n. 507 del 15 novembre 1993 l’occupazione è da considerarsi permanente quanto l’atto di concessione prevede l’utilizzazione continua da parte del concessionario, con sottrazione del suolo o dell’area all’uso pubblico, per tutta la durata, comunque superiore all’anno – articolo 42 comma 1 lett. c).

Deve essere considerata temporanea l’occupazione priva di autorizzazione – articolo 42 comma 2 – e l’occupazione anche se autorizzata di durata inferiore all’anno – articolo 42 comma 1 lett. b) – e infine l’occupazione di durata superiore all’anno che preveda, però, la sottrazione non continuativa del suolo pubblico (ad esempio soltanto per una parte del giorno), mancando in questo caso la stabilità dell’occupazione.

La sola durata dell’occupazione (infra o ultra annuale) non costituisce un valido elemento per il discrimen legale per qualificare come temporanea o come permanente un’occupazione, dovendo invece assumere rilevanza se la concessione limiti o meno l’occupazione ad alcune ore del giorno (o ad alcuni giorni della settimana) mancando, in questo caso, il carattere della stabilità dell’occupazione stessa.

TOSAP – Cassazione – Sentenza 31718 del 7/12/2018 – Occupazioni temporanee e permanenti – Criteri distintivi

Secondo la giurisprudenza di legittimità «In tema di tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) ed in base al combinato disposto degli artt. 42, 44 e 45 del d. Igs. n. 507 del 1993, l’occupazione deve essere considerata permanente quando (art. 42, primo comma, lett. c) l’atto di concessione ne prevede l’utilizzazione continuativa da parte del concessionario (con conseguente sottrazione del suolo e/o dell’area all’uso pubblico di destinazione) per tutta la sua durata, che deve essere superiore all’anno. Di converso, va considerata temporanea l’occupazione priva di autorizzazione (art. 42, secondo comma) ovvero (art. 42, primo comma, lett. b)) quella (anche se continuativa) autorizzata per una durata inferiore all’anno, nonché l’occupazione, anche se di durata superiore all’anno, che preveda la sottrazione non continuativa del suolo pubblico, come soltanto per una parte del giorno, difettando, in questo caso, il carattere della stabilità dell’occupazione stessa. Ne consegue che la considerazione della sola durata (infra o ultra annuale) della occupazione del suolo pubblico oggetto dell’atto di concessione non costituisce corretta valutazione dell’esatto discrimen legale per qualificare come temporanea, ovvero come permanente, detta occupazione, dovendosi, invece, verificare sempre se l’atto di concessione limiti o meno l’occupazione ad alcuni giorni della settimana e/o ad alcune ore del giorno, perché la limitazione suddetta importa sempre la natura temporanea dell’occupazione> (Sez. 5, Sent. n. 18250 del 2003, Sez. 5, Sent. n. 27048 del 2007).