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Il Comune non può rinunciare alla riscossione del COSAP

La motivazione che precede non viola le disposizioni di legge invocate ed è conforme alla giurisprudenza di questa Corte che ha avuto modo di affermare che il diritto al canone Osap trova la sua fonte nel provvedimento concessorio, ma non può essere considerato oggetto di trattativa privata: l’obbligazione di corrispondere il canone nasce (non con l’accertamento, ma) con l’occupazione del demanio pubblico, con o senza titolo; ed il diritto al canone Osap e la sua determinazione non possono essere oggetto di rinuncia.

COSAP – Niente iscrizione a ruolo senza previo titolo esecutivo

Di conseguenza, si è condivisibilmente ritenuto che il diritto dell’amministrazione comunale di procedere alla riscossione coattiva mediante ruolo, previsto in via generale dall’art. 17 d.lgs. n. 46 del 1999, è subordinato – dall’art. 21 del citato d.lgs. e ai fini dell’iscrizione a ruolo dell’importo dovuto a titolo di COSAP (anche in caso di abusiva occupazione), stante la sua natura di entrata patrimoniale riconducibile ad una prestazione di tipo privatistico – al conseguimento da parte del Comune, secondo le ordinarie procedure di realizzazione del credito tra privati, di un titolo esecutivo. E’ quindi evidente che l’Ente, ai fini del recupero di un siffatto credito mediante riscossione coattiva, deve previamente munirsi di un titolo esecutivo, stante la sua natura privatistica.

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Imposta pubblicità, Tosap e canoni locazione o concessione sono cumulabili per impianti su beni del Comune

come già affermato da questa Corte (cfr.Cass. n.11673/2017), in caso di pubblicità effettuata su impianti installati su beni appartenenti al Comune o da questo dati in godimento, l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità non esclude quella della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, nonché il pagamento di canoni di locazione o di concessione (come nel caso in esame), atteso il chiaro tenore letterale dell’art. 9, comma 7, del d.lgs. n. 507 del 1993…

SULL’ ARGOMENTO:

 

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Per non pagare la TOSAP deve essere provato l’uso non pubblico della strada

Civile Ord. Sez. 5 Num. 30969 Anno 2021

l’iscrizione di una strada nell’elenco delle vie pubbliche o gravate da uso pubblico, pur non avendo natura costitutiva e portata assoluta, ha tuttavia funzione dichiarativa ponendo una presunzione di pubblicità dell’uso, superabile con la prova contraria della natura della strada e dell’inesistenza di un diritto di godimento da parte collettività (v. tra altre, Sez.0 n.26897 del 23/12/2016; n. 1624 del 27/01/2010).

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Paga il Cosap l’appaltatore delle Ferrovie che occupa piazzale ex demaniale

E quindi anche chi occupi l’area per la realizzazione di opere su appalto del proprietario; l’art.9 del verbale di consegna -verbale che la stessa ricorrente definisce come espressivo di un accordo (“patto”)- secondo cui  ‘amministrazione del demanio avrebbe potuto occupare il piazzale de quo senza corrispettivo, non può operare in favore di un privato subentrato alla amministrazione del demanio nella proprietà del piazzale, quale deroga implicita rispetto ad una sopravvenuta previsione normativa secondaria (ii regolamento COSAP) di applicabilità generale ai privati, e deve al contrario essere ritenuto implicitamente inefficace per sopravvenuto contrasto con quella disposizione;