IMU – Cassazione – Ordinanza 22123 del 13/10/2020 – Leasing – Risoluzione anticipata – Soggetto passivo è il locatore

24 Ottobre 2020

Torna ancora la Cassazione, questa volta nella veste della sesta sezione, a dirimire la dibattuta questione della soggettività passiva, a fini IMU, in caso di risoluzione anticipata di un contratto di leasing per un immobile. Il contenzioso in materia aveva difatti conosciuto, nel 2019, arresti dagli esiti difformi con le pronunce sotto riportate che, oggi, tuttavia, sembrano trovare un più ampio ed organico inquadramento con l’ordinanza 22123 che ribadisce e conferma il determinarsi in capo al locatore di tutti gli obblighi tributari. Il legislatore, a detta della sesta sezione, avrebbe infatti ritenuto rilevante e prevalente, ai fini fiscali, non tanto la materiale riconsegna del fabbricato quanto, al contrario, il vincolo contrattuale.

 

“nell’alveo Imu si predilige l’esistenza di un vincolo contrattuale fondato sulla detenzione qualificata del bene da parte dell’utilizzatore che prescinde dalla detenzione materiale dello stesso. E’ il contratto a determinare la soggettività passiva del locatario e non la disponibilità del bene, quindi il venir meno dell’originario vincolo giuridico (per scadenza naturale o per risoluzione anticipata) fa venir meno la soggettività passiva in capo a quest’ultimo, determinando l’automatico passaggio della stessa in capo al locatore, con rilevanza del presupposto impositivo del possesso nella logica del pieno rispetto del principio della legalità che impone appunto una rigorosa applicazione dei presupposti d’imposta a prescindere da quanto previsto nelle varie istruzioni ministeriali.”

CONFORMI:

DIFFORMI:

PUBBLICITA’ – Canone impianti – CTR ABRUZZO – Sentenza 419 del 24/9/2020 – Pluralità mezzi – Esenzione sino a 5 mq. – Condizioni

19 Ottobre 2020

La disciplina dettata dall’art. 2 bis del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 13 in tema di canone art. 2 bis del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 13 per l’installazione dei mezzi pubblicitari, si applica non solo alle insegne uniche, ma in via interpretativa anche in caso di pluralità di insegne – Sussiste

ICI – Cassazione – Sentenza 13068 del 30/6/2020 – Dichiarazione – Violazione ultra annuale e continuazione

1 Luglio 2020

Conferma l’invocabilità della continuazione in materia la più recente giurisprudenza, per la quale, in tema di ICI, l’omessa denuncia dell’immobile deve essere sanzionata per tutte le annualità per cui si protrae in quanto, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992, a ciascuno degli anni solari corrisponde un’autonoma obbligazione che rimane inadempiuta non solo per il versamento dell’imposta, ma anche per l’adempimento dichiarativo, fermo restando che, trattandosi di violazioni della stessa indole commesse in periodi d’imposta diversi, si applica la sanzione base aumentata dalla metà al triplo, secondo l’istituto della continuazione ex articolo 12, comma 5, del d. Igs. n. 472 del 1997 (Cass., Sez. 5, n. 13391 del 30 giugno 2016).
Pertanto, deve ritenersi che, in generale, la continuazione possa trovare spazio con riguardo all’ICI e che, in presenza di più violazioni della stessa indole reiterate negli anni (come l’omessa dichiarazione), si applichi l’articolo 12, comma 5, del d.lgs. n. 472 del 1997.

TRIBUTI IN GENERE – Cassazione – Sentenza 11833 del 18/6/2020 – Sanzioni – Cumulo e Recidiva – Distinzione

19 Giugno 2020

Consegue che, per giustificare la recidiva, nel sistema delineato dal del D.Lgs. n. 472 del 1992, art. 7, comma 3, e art. 12, comma 5, è necessario, quanto alla azione amministrativa e dunque al rilevo fiscale, che la violazione sia stata definitivamente accertata dal Giudice Tributario, ovvero sia divenuta definitiva per la mancata impugnazione della contestazione della violazione.

TOSAP – Cassazione SS.UU. – Sentenza 8628 del 6/5/2020 – Soggetto passivo il titolare della concessione

11 Maggio 2020

… Sulla base di tali premesse, va fissato il seguente principio di diritto: «In tema di tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), la legittimazione passiva del rapporto tributario, in presenza di un atto di concessione o di autorizzazione rilasciato dall’ente locale, spetta, ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. 15 novembre 1993, n.507, esclusivamente al soggetto titolare di tale atto, e solo in mancanza di questo, all’occupante di fatto, rimanendo irrilevante, ai fini passivi di imposta, l’utilizzazione del suolo pubblico consentita a soggetti terzi in virtù di atto di natura privatistica».

TARSU – Cassazione – Sentenza 8087 del 23/4/2020 – Edifici di culto – Esenzione – Condizioni

30 Aprile 2020

…”Per cui, va data continuità all’indirizzo di questa Corte, secondo cui le norme regolamentari che escludono gli edifici di culto dal calcolo delle superfici per la determinazione della T.A.R.S.U., lo fanno sempre perché ritenuti «incapaci di produrre rifiuti, per loro natura e caratteristiche e per il particolare uso cui sono adibiti», non in quanto la destinazione al culto, in assenza di specifica previsione normativa, possa di per sé giustificare l’esenzione dalla tassa (ex plurimis: Cass., Sez. 5^, 14 marzo 2012, n. 4027; Cass., Sez. 5^, 31 maggio 2017, n. 13740; Cass., Sez. 6″, 19 dicembre 2018, n. 32789; Cass., Sez. 5″, 13 marzo 2019, n. 7153; Cass., Sez. 5″, 3 maggio 2019, n. 11679; Cass., Sez. 5^, 1 agosto 2019, n. 20752).”…