TARSU – Cassazione – Sentenza 8087 del 23/4/2020 – Edifici di culto – Esenzione – Condizioni

30 Aprile 2020

…”Per cui, va data continuità all’indirizzo di questa Corte, secondo cui le norme regolamentari che escludono gli edifici di culto dal calcolo delle superfici per la determinazione della T.A.R.S.U., lo fanno sempre perché ritenuti «incapaci di produrre rifiuti, per loro natura e caratteristiche e per il particolare uso cui sono adibiti», non in quanto la destinazione al culto, in assenza di specifica previsione normativa, possa di per sé giustificare l’esenzione dalla tassa (ex plurimis: Cass., Sez. 5^, 14 marzo 2012, n. 4027; Cass., Sez. 5^, 31 maggio 2017, n. 13740; Cass., Sez. 6″, 19 dicembre 2018, n. 32789; Cass., Sez. 5″, 13 marzo 2019, n. 7153; Cass., Sez. 5″, 3 maggio 2019, n. 11679; Cass., Sez. 5^, 1 agosto 2019, n. 20752).”…

IMU/TASI – Cassazione – Ordinanza 7227 del 13/3/2020 – Leasing – Tasi – Dovuta dall’utilizzatore

16 Marzo 2020

L’Imu, imposta di natura prettamente patrimoniale, ha riguardo, nell’individuare il soggetto passivo ad una nozione di << possesso»civilistica per cui quello che conta è il titolo contrattuale che giustifica il possesso del bene (proprietà, diritto reale di godimento, contratto di leasing vigente) e non la disponibilità di fatto dello stesso. A conferma di ciò l’art-9 del d.lvo citato stabilisce la titolarità passiva dell’imposta in capo al locatario anche nel caso di beni «non costruiti» o in corso di costruzione»che , come tali non possono essere detenuti ; in tale ipotesi la stipula del contratto e non la materiale consegna del bene rileva ad individuare il soggetto obbligato al pagamento dell’imposta. La Tasi è invece un imposta destinata al finanziamento dei servizi indivisibili resi dal Comune che possono essere utilizzati anche da chi solo materialmente dispone dell’immobile .

COSAP – Tribunale Milano – Sentenza 29/1/2020 – Occupazione difforme – Abusività

7 Marzo 2020

“Si deve, quindi, necessariamente concludere che l’occupazione difforme, e quindi abusiva, è stata rilevata correttamente, mediante verbale di accertamento, redatto dagli agenti accertatori e contenente tutti gli elementi formali richiesti, che fa fede per quanto contestato, fino a querela di falso.”

IMPOSTA PUBBLICITA’ – Cassazione – Ordinanza 5930 del 3/3/2020 – Distributori carburanti – Fascioni – Imponibilità

5 Marzo 2020

“Nella specie la CTR, motivando adeguatamente sul punto, ha rilevato che “il potere evocativo del colore del marchio di fabbrica è sintomatico del marchio pubblicizzato, indipendentemente dal fatto che anche altri marchi possano utilizzare lo stesso colore, atteso che l’identità della dimensione dell’impianto pubblicitario e il colore giallo dell’impianto consentono al fascione e alla pensilina di svolgere quella forma evocativa che è propria del messaggio pubblicitario. Nell’ipotesi in causa, il fascione è destinato contestualmente sia a reggere la pubblicità sia ad altre funzioni. In altri termini, occorre distinguere ciò che fa parte del mezzo pubblicitario da ciò che non ne fa parte. Sicuramente, nel caso di specie, ne fa parte tutto ciò che collega graficamente il mezzo al messaggio, in riferimento alle dimensioni, alle caratteristiche del colore giallo utilizzato, alla funzione grafica del logo aziendale esposto.”

BREVE RASSEGNA GIURISPRUDENZIALE

 

COSAP – Cassazione – Sentenza 3270 del 11/2/2020 – Verbale PM – Annullamento – Accertamento canone – Vigenza

13 Febbraio 2020

“l’annullamento del verbale avente ad oggetto una violazione al codice della strada riguarda i suoi effetti all’interno del procedimento finalizzato all’irrogazione della sanzione correlata a siffatta violazione, ma non priva il verbale della sua efficacia come documento attestante le operazioni poste in essere dai verbalizzanti.”

 

TARI – CTP Roma – Sentenza 1672 del 10/2/2020 – Mancata erogazione servizio – Rimborso dovuto

12 Febbraio 2020

“Alla luce dei suddetti principi di diritto, questo Collegio ritiene che, nel caso di specie, sussistono tutti i presupposti richiesti dalla legge per far sorgere il diritto al rimborso, volto a indennizzare il contribuente dei danni derivanti dalla mancata erogazione del servizio di raccolta rifiuti porta a porta ( cd. PAP), mai effettivamente erogato. L’odierna ricorrente, infatti, si è vista costretta a provvedere autonomamente a raggiungere il più vicino punto di raccolta dei rifiuti, ossia i cassonetti su strada, distanti ben oltre quattro chilometri dal luogo di esercizio dell’attività di ristorazione da essa svolta. Ne deriva che, nel caso di specie, trova piena applicazione l’art. 1, comma 657, della Legge n. 147/2013, che prevede una riduzione del 60% dell’imposta dovuta, atteso che l’immobile della società ricorrente insiste in una zona in cui non è effettuata la raccolta e che il più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita dista oltre quattro chilometri dal luogo in cui essa svolge la propria attività. “