imposta pubblicità

IL PROPRIETARIO DEL MEZZO PUBBLICITARIO SEMPRE RESPONSABILE PER L’IMPOSTA

Questo Collegio, osservato che l’ampio termine “dispone”, usato nel primo comma dell’art.6, si presta a ricomprendere anche una disponibilità mediata ossia non materiale, intende ribadire la superiore affermazione di principio: il proprietario del mezzo pubblicitario resta soggetto passivo di imposta anche nell’ipotesi in cui affidi la gestione del mezzo poi effettivamente utilizzato per la diffusione del messaggio, ad un intermediario

Imposta comunale pubblicità: oggetto dell’imposta è il mezzo disponibile anche se non effettivamente utilizzato

In materia di imposta comunale per la pubblicità oggetto dell’imposta è il “mezzo disponibile” anche se non “effettivamente utilizzato”, con la conseguenza che non è onere dell’Amministrazione comunale accertare se il mezzo da essa autorizzato sia stato realmente impiegato per la “diffusione dei messaggi pubblicitari” (cfr. Cassazione sentenza n. 12783 del 2018: “è ben vero che il D.Lgs. 15 novembre 1993 afferma che “La diffusione di messaggi pubblicitari… è soggetta all’imposta…” sulla pubblicità, ma si deve tener conto:

– che l’art. 5 è solo una norma integrativa dell’oggetto del tributo rispetto a quello della pubblicità tramite impianti di affissione;

– che, l’art. 7 assume come parametro per la sua determinazione la “superficie minima della figura geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti”, e tra i numeri figura anche lo zero, che corrisponde alla mancata utilizzazione dell’impianto;

– che l’art. 8 prescrive che nella dichiarazione del contribuente è riservato un ruolo rilevante alla superficie esposta del mezzo pubblicitario che si intende utilizzare;

– che l’art. 6 prevede che “Soggetto passivo dell’imposta sulla pubblicità… è colui che dispone del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso”;

– che l’art. 12 si limita a disciplinare l’applicazione delle tariffe in relazione alle diverse fattispecie).

Paline e pensiline bus non utilizzate pagano l’IMPOSTA DI PUBBLICITA’

Ne consegue che le paline e pensiline, manufatti aventi quale scopo primario un servizio di pubblica utilità nell’ambito
dell’arredo urbano e stradale e recanti uno spazio pubblicitario, tornate nella piena disponibilità della Società ricorrente a seguito della disdetta comunicata dalla xxx  possono essere oggetto d’imposizione, indipendentemente dall’effettivo utilizzo delle stesse  per veicolare messaggi pubblicitari, in virtù della mera potenzialità pubblicitaria.

IMPOSTA PUBBLICITA’ – TAR MI – Sentenza 2418 del 9/12/2020 – Categoria speciale – Coincidenza con centro abitato – Non necessita

“Il legislatore ha inteso rimettere alla discrezionalità dell’ente locale la suddivisione del territorio comunale in due categorie, assumendo come unico parametro di riferimento l’«importanza» della località, la quale, evidentemente, non implica affatto la sua inclusione nel «centro abitato».”

POST CORRELATI

IMPOSTA PUBBLICITA’ – TAR RM – Sentenza 12828 del 1/12/2020 – D.C.P.M. 16/2/2001 – Aumenti tariffe – Legittimità

“Del tutto legittimamente, dunque, il commissario straordinario ha adottato, con i poteri della Giunta comunale, la deliberazione impugnata in data antecedente al 31 marzo 2012, con conseguente operatività della sopra indicata
previsione, con ciò giustificandosi anche l’immediata esecutività della deliberazione…”

RAPIDA RASSEGNA GIURISPRUDENZIALE SULL’ARGOMENTO