IMPOSTA PUBBLICITA’ – Cassazione – Sentenza 21724 del 11/10/2006 – Categoria speciale

Val solo aggiungere che la norma statale più volte richiamata impone solo di “suddividere le località del proprio territorio in due categorie in relazione alla loro importanza”, quindi di tener conto delle “importanza” delle stesse ma non di indicare e/o di spiegare (quindi motivare) tale “importanza” e la conseguente inclusione delle “località” nella zona tariffaria speciale.

 

CONFORMI:

La norma di cui all’articolo 4 del decreto legislativo n. 546/1992 non impone affatto la contestuale quantificazione della superficie della zona di categoria speciale e del suo rapporto proporzionale con la superficie del perimetro abitato.

IMPOSTA PUBBLICITA’ – TAR MI – Sentenza 2418 del 9/12/2020 – Categoria speciale – Coincidenza con centro abitato – Non necessita

“Il legislatore ha inteso rimettere alla discrezionalità dell’ente locale la suddivisione del territorio comunale in due categorie, assumendo come unico parametro di riferimento l’«importanza» della località, la quale, evidentemente, non implica affatto la sua inclusione nel «centro abitato».”

POST CORRELATI

COSAP – Cassazione – Ordinanza 29455 del 15/11/2018 – Uso speciale del bene pubblico – Fonte di diritto del credito

...la fonte del diritto di credito del Comune consiste nell’uso speciale del bene pubblico destinato alla generalità dei cittadini, cui consegue il pagamento di un canone predeterminato secondo le tariffe deliberate dal consiglio comunale (principio affermato nella citata ordinanza n. 18769 del 2017 e richiamato nella Sentenza n. 11673 del 11/05/2017 Rv. 644125 pure cit., nonché in Sez. 5, Sentenza n. 13476 del 27/07/2012 Rv. 623662). b) L’avviso di liquidazione, ossia l’accertamento, costituisce solo il primo atto della procedura per la riscossione del canone che consente lo spontaneo pagamento e deve essere attivato negli ordinari termini di prescrizione del credito.

c) Il diritto al COSAP non può essere considerato oggetto di trattativa privata (v. ordinanza n. 18769 del 2017 cit.) e comunque non è ipotizzabile una rinunzia al credito per facta concludentia, essendo in  tal caso richiesta per la pubblica amministrazione la forma scritta (v. sentenza 11673/2017 cit.)

d) L’obbligazione nasce con l’occupazione del demanio pubblico, con o senza titolo.

Civile Ord. Sez. 2 Num. 29455 Anno 2018

CONFORMI:

 

IMPOSTA PUBBLICITA’ – Cassazione – Ordinanza 32648 del 17/12/2018 – Mezzi pubblicitari bifacciali – Modalità di applicazione

“…la norma (art. 7 D.Ivo n. 507 del 1993) prevede come tipica l’ipotesi della tassazione duplice in caso di superficie doppia del cartellone, e, solo come ipotesi speciale di tassazione unica, quella in cui i mezzi pubblicitari siano di contenuto identico, riferibili al medesimo soggetto passivo, collocati in connessione tra loro. Quella invocata dal ricorrente, è dunque, l’ipotesi di uno speciale regime di tassazione rispetto a quella normale della imposizione plurima, fondata sulla pluralità di messaggi pubblicitari.
E’ stata la società ad invocare questa ipotesi, a dispetto delle altre, e dunque gravava su di essa l’onere di dimostrare che il contenuto pubblicitario era unico, non rientrante nell’ipotesi tipica prevista dalla norma…”

TARSU – Cassazione – Ordinanza 1637 del 26/1/2021 – Accertamento – Sottoscrizione – Funzionario Responsabile non dirigente – Legittimità

“Il predetto funzionario sottoscrive le richieste, gli avvisi, i provvedimenti relativi e dispone i rimborsi». Tale disposizione è norma tributaria speciale rispetto agli artt. 107, comma 2, e 109 d.lgs. n. 267 del 2000 (t.u. sull’ordinamento degli enti locali), che richiedono la qualifica dirigenziale per tutti gli atti a rilevanza esterna…”

IMPOSTA PUBBLICITA’ – CTR Emilia Romagna – Sentenza 638 del 28/3/2019 – Postamat – Esenzione – Non spetta

” a parere di Questa Commissione l’indicazione “Postamat” contenute nel caso che ci occupa come da foto prodotte dall’appellante, non può essere ricompresa fra le ipotesi di esenzione dell’imposta sulle pubblicità ex art.17 comma 1 lett.b DLGS 507 /93 perché trattasi di mezzo pubblicitario esposto su muro esterno; la norma citata non è suscettibile di interpretazione analogica essendo di natura speciale e derogatoria della norma generale. “

TARSU/TIA – Cassazione Sentenza n. 4602 del 28/2/2018 – Denuncia variazione – Irretroattività

“La finalità di questa disciplina è quella – da un lato – di fare salvo il diritto del contribuente di comunicare in ogni momento all’ente impositore la variazione delle condizioni di applicabilità della tariffa precedentemente emerse; e – dall’altro – di escludere che tale comunicazione possa esplicare efficacia retroattiva. Se il primo scopo della disciplina regolamentare risponde al principio di generale emendabilità della dichiarazione fiscale nei dati di scienza, e non di natura volitivo- negoziale, in essa contenuti, la seconda finalità è conforme all’esigenza di indurre il contribuente alla sollecita presentazione della comunicazione di variazione e, al contempo, di preservare all’ente impositore la concreta possibilità di verificare tempestivamente, e sulla base dell’attualità di stato, il fondamento della variazione comunicata. Va osservato che la disciplina regolamentare in esame si pone in linea con quanto stabilito, in sede di normativa speciale, dall’art.66, 5^ co., d.lgs.507/93 (vigente ratione temporis), secondo cui: “Le riduzioni delle superfici e quelle tariffarie di cui ai precedenti commi sono applicate sulla base di elementi e dati contenuti nella denuncia originaria, integrativa o di variazione con effetto dall’anno successivo”. Si tratta di esclusione legale di efficacia retroattiva delle variazioni aventi ad oggetto, tra l’altro, proprio la riduzione di superficie imponibile ai fini della fiscalità ambientale.”