TRIBUTI LOCALI – Cassazione – Ordinanza 26579 del 22/10/2018 – Contraddittorio – Obbligo – Non sussiste

“…principio affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte  (Cass. 9 dicembre 2015, n. 24823), che, limitato l’ambito di applicabilità dell’art. 12, comma 7, della 1. n. 212/2000 ai soli casi di accessi, ispezioni o verifiche presso il locali del contribuente, hanno chiarito che «in tema di tributi c.d. non armonizzati, l’obbligo dell’Amministrazione di attivare il contraddittorio endoprocedimentale, pena l’invalidità dell’atto, sussiste esclusivamente in relazione alle ipotesi, per le quali siffatto obbligo risulti specificamente sancito; mentre in tema di tributi cd. armonizzati, avendo luogo la diretta applicazione del diritto dell’Unione, la violazione del contraddittorio endoprocedimentale da parte dell’Amministrazione comporta in ogni caso, anche in campo tributario, l’invalidità dell’atto, purché, in giudizio, il contribuente assolva l’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere, qualora il contraddittorio fosse stato tempestivamente attivato, e che l’opposizione di dette ragioni (valutate con riferimento al momento del mancato contraddittorio), si riveli non puramente pretestuosa e tale da configurare, in relazione al canone generale di correttezza e buona fede ed al principio di lealtà processuale, sviamento dello strumento difensivo rispetto alla finalità di corretta tutela dell’interesse sostanziale, per le quali è stato predisposto» (tra la successiva giurisprudenza conforme si vedano, tra le altre, Cass. sez. 5, 3 febbraio 2017, n. 2875; Cass. sez. 6-5, ord. 20 aprile 2017, n. 10030; Cass. sez. 6-5, ord. 5 settembre 2017, n. 20799; Cass. sez. 6-5, ord. 11 settembre 2017, n. 21071; Cass. sez. 6-5, ord. 14 novembre 2017, n. 26943; Cass. sez. 6-5, ord. 6 febbraio 2018, n. 2873).

IMU – Cassazione – Ordinanza 29376 del 23/12/2020 – Contraddittorio preventivo – Nessun obbligo

“Non risulta che in tema di IMU, tributo non armonizzato, il Legislatore abbia stabilito uno specifico (obbligo di contraddittorio preventivo, pertanto, le critiche non hanno pregio.”

IMPOSTA PUBBLICITA’ – Cassazione – Civile Sez. V – Sentenza 10806 del 25/5/2016 – In fase di sopralluogo non sussiste obbligo contraddittorio con contribuente
CONTENZIOSO – CTP PZ – Sentenza 581 del 8/1/2021- Chiamata in causa Ente impositore – Onere agente riscossione

RINGRAZIO il Dott. Daniele Brancale per la preziosa segnalazione

“… Quanto alla richiesta preliminare dell’AdER, questo Collegio ritiene che, per l’estensione del contraddittorio agli Enti creditori, era onere dell’Ufficio convenuto, la loro preventiva chiamata in causa con idonei mezzi di informazione.”

IMPOSTA PUBBLICITA’ – Commissioni Tributarie – Anno 2001 – Rapida rassegna giurisprudenziale
Sentenza del 19/10/2000 n. 240  – Comm.Trib. Prov. Milano – Sezione XXXVI

Intitolazione: Imposta   comunale    sulla    pubblicità   e  diritto  sulle  pubbliche affissioni  –  Accertamento  –   Imposta  sulla pubblicità  – Avviso  di accertamento  contenente  il  tipo    di   pubblicità,  la  località di esposizione,  le tariffe  ed i mq. di superficie tassabile  – Validità -Sussistenza   –  Elementi   per  l’instaurazione  del  contraddittorio  – Sussistenza

Massima: E’ valido l’avviso di accertamento di imposta sulla pubblicità dalla quale si rilevano, anche   se  in modo conciso, il tipo di pubblicità, la località di esposizione, le   tariffe   ed  i mq di superficie tassabile: anche se in modo stringato sono    indicati    tutti    gli    elementi per poter instaurare un contraddittorio.

 

Sentenza del 05/02/2001 n. 7 – Comm.Trib. Prov. Caltanissetta – Sezione III

Intitolazione: Imposta   comunale     pubblicità      e     affissioni    –  ambito  di applicazione  e  presupposti.-  Imposta     comunale     pubblicità    e affissioni  – Pubblicità  installata in   luoghi   pubblici   o   aperti al pubblico – Ammissibilità

Massima: I messaggi   pubblicitari   sono   tassabili ai sensi dell’Art. 5 D. Leg.vo 15 novembre 1993   n.  507 anche se non installati in luoghi pubblici o aperti al pubblico ma   lo  sono in luoghi in cui sono percepibili da questi ultimi (nel caso:insegne luminose   e   di   grandi  dimensioni poste in area recintata da ringhiera in   ferro e quindi visibili dall’esterno da un numero indeterminato di possibili  acquirenti;  vedi; cass. sez. 1 n. 9580 del 15  novembre  1994)

 

Sentenza del 07/03/2001 n. 64 – Comm.Trib. Prov. Milano

Intitolazione: Imposta   comunale    pubblicità    e   affissioni    –   Determinazione dell’imposta  e  del  diritto-tariffa   –   Art.   7   D.Lgs.507/1993   – Computo   della  superficie imponibile per la imposta sulla pubblicità – Minima figura piana geometrica

Massima: Ai sensi  dell’art.7,  D.Lgs.507/1993,  deve  assoggettarsi a prelievo solo il rettangolo in  cui  compare  la  scritta pubblicitaria e non tutto il pannello (detto anche  fascione)  in  cui  compare una scritta o un disegno. Non a caso la norma  parla  di “minima” figura piana geometrica in cui e’ circoscritto il mezzo pubblicitario,  in  sintonia  con  la ratio della disciplina che intende tassare la  comunicazione  al  pubblico e non anche il supporto strumentale di essa.

 

 
Sentenza del 11/06/2001 n. 19 – Comm.Trib. Reg. Lazio – Sezione IX

Intitolazione:Imposta  comunale sulla pubblicità – Diritto sulle pubbliche affissioni -Soggetti passivi – Solidarietà sussidiaria – Requisiti

Massima: L’obbligazione tributaria per la pubblicità e’ a carico in via principale del  soggetto che dispone del mezzo pubblicitario e solo, in caso di mancato pagamento da parte di costui, con conseguente sua sottoposizione ad  accertamento negativo, va ritenuto responsabile il fruitore del servizio pubblicitario, dandosi così  luogo ad un rapporto di solidarietà solo sussidiaria tra datore del servizio pubblicitario e fruitore dello stesso.