OSAP – Passo a raso – Nuda proprietà – Ripristino dei luoghi – Tribunale La Spezia – Sentenza 13/1/2021

“E, per concludere sul punto, deve rilevarsi che spettano al nudo proprietario e non all’usufruttuario, le opere che incidono sulla struttura, sostanza e destinazione della cosa (così da ultimo Cass. sez. II ord. n. 22797 del 12.9.2019).”

 

COSAP – Cassazione – Ordinanza 3710 del 8/2/2019 – Caratteristiche del prelievo temporaneo – Assenza di previsione regolamentare – Prescrizione – Decennale

“Non fondato è anche il secondo motivo, concernente il termine di prescrizione del diritto al canone Osap. Invero, la Corte territoriale ha escluso che detto diritto di credito fosse nella specie estinto per effetto di prescrizione quinquennale (p. 9); argomentando sul fatto che le Sezioni Unite, già da alcuni anni (e, precisamente, con sentenza n. Civile Sent. Sez. U Num. 11026 Anno 2014_presc_temp) hanno affermato che: “l’art. 24 del Regolamento del COSAP del Comune di Milano prevede la prescrizione quinquennale del diritto dell’utente al rimborso di quanto indebitamente pagato per il titolo considerato, ma nulla dispone in merito alla prescrizione  delle pretese del comune”, con la conseguenza che “del tutto arbitraria si rileva, perché priva di qualsiasi referente logico o normativo” l’assimilazione della prescrizione quinquennale alla prescrizione del diritto al canone Osap; dunque, il Supremo Collegio, in assenza di un preciso riferimento normativo ha escluso la prescrizione breve (sulla base dell’interpretazione a contrario dell’art. 24 del Regolamento del Comune di Milano); ed ha ritenuto il canone Osap non assimilabile ad un canone locatizio. A detto riguardo si osserva che il canone Osap, a differenza del canone locatizio, trova titolo in diversi e specifici provvedimenti autorizzativi (e non in un unico provvedimento, fonte dell’obbligazione, assimilabile al contratto di locazione).”

CONFORMI:

COSAP – Cassazione – Ordinanza n.18769 del 28/7/2017 – Struttura e caratteristiche del prelievo temporaneo – Prescrizione decennale

L’avviso di liquidazione, ossia l’accertamento, costituisce solo il primo atto della procedura per la riscossione del canone che consente lo spontaneo pagamento e deve essere attivato negli ordinari termini di prescrizione del credito. La corte d’appello di Milano ha evidenziato che lo stesso articolo 63 Dlgs. 446/97 prevede che il canone dev’essere pagato dal titolare del provvedimento di concessione. Infatti il diritto al canone Osap trova la sua fonte nel provvedimento concessorio ma non può essere considerato oggetto di trattativa privata. Nello stesso senso, si esprime il regolamento adottato con la delibera del consiglio comunale di Milano (art. 3), se la determinazione del canone è avvenuta in un momento successivo non determina l’inesigibilità del credito da parte del Comune. L’obbligazione nasce con l’occupazione del demanio pubblico, con o senza titolo. Ed il diritto al canone Osap e la determinazione dello stesso non sono suscettibili di trattativa privata né tantomeno può essere oggetto di rinuncia.

CONFORME:

COSAP – Tribunale Milano – Sez.I – Sentenza del 3/11/2020 – Prescrizione – Decennale

“Infine, proprio alla luce della qualificazione della pretesa del Comune di Milano (quale corrispettivo dell’utilizzo abusivo del suolo pubblico), si impone il rigetto dell’eccezione di prescrizione.
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 3710/2019, richiamando la sentenza delle Sezioni Unite n. 11026/2014, ha affermato che “del tutto arbitraria si rileva, perché priva di qualsiasi referente logico o normativo l’assimilazione della prescrizione quinquennale alla prescrizione del diritto al canone Osap …. in assenza di un preciso riferimento normativo è esclusa la prescrizione breve (sulla base dell’interpretazione a contrario dell’art. 24 del Regolamento del Comune di Milano)…..il canone Osap, a differenza del canone locatizio, trova titolo in diversi e specifici provvedimenti autorizzativi (e non in un unico provvedimento, fonte dell’obbligazione, assimilabile al contratto di locazione)”.
Tanto premesso, non può sostenersi che il termine prescrizionale del credito possa essere quinquennale (come dedotto dalla difesa della società opponente) non solo perché non si tratta di responsabilità extracontrattuale ma anche perché non vi è norma che consenta di fare eccezione alla ordinaria regola della prescrizione decennale.”

TRIBUTI IN GENERE – Cassazione – SS.UU. – Sentenza 20681 del 9/8/2018 – Potestà regolamentare dei Comuni – Limiti e funzione

mentre le Regioni sono poste su di un piano di assoluta pariteticità con lo Stato, gli enti locali minori esercitato un potere regolamentare ai sensi dell’art. 117, comma 6, della Cost. e dell’art. 52 del D.Igs n. 446 del 1997, cioè attraverso una fonte normativa sub primaria. Infatti pur essendo in presenza di un regolamento che può essere emanato anche in assenza di una legge di autorizzazione, detto potere subisce evidenti limiti, in quanto in ogni caso deve tenere conto dei vincoli finanziari e delle altre importanti novità contenute nel testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (artt. 149 – 269), approvato con D.lgs 18 agosto n. 267 che detta disposizioni in materia di finanza propria e derivata. In ogni caso, a mente del novellato art. 119 Cost., le risorse economiche devono consentire di finanziare integralmente le funzioni pubbliche attribuite a ciascun ente ed ovviamente queste  non possono che essere costituite da risorse proprie e da tributi che detti enti sono legittimati ad istituire in armonia con i principi della Carta fondamentale, di coordinamento della finanza pubblica, del sistema tributario e, soprattutto, nel rispetto dei vincoli comunitari.

 

IN ARGOMENTO:

“Regolamento Comunale può essere disapplicato quando eccede i limiti di legge, (ex multis: Cass. 18108/2016) ma il presupposto di legge del canone OSAP appare qui rispettato, posto che esso si individua nella occupazione di un suolo pubblico che in questo caso senz’altro sussiste. TOSAP e COSAP, sebbene il secondo abbia sostituito la prima, per giurisprudenza pacifica hanno natura diversa perché la prima è un tributo e la seconda è un corrispettivo per l’occupazione di spazi (Cass. s.u. n. 61/2016; v. anche n. 12167/2003) che trova la sua compiuta ed autonoma disciplina nel Regolamento adottato dal Comune (art. 53, d.lgs. 446/1997).”