IMPOSTA PUBBLICITA’ – CTR ABRUZZO – Sentenza 936 del 11/10/2018 – Aumenti tariffari – Legittimità

“…Passando quindi al merito, va invece osservato che proprio la norma di interpretazione autentica, intervenuta appunto a dipanare la questione degli aumenti tariffari in tema di imposta di pubblicità creatasi a seguito della succedutasi normativa e delle sentenza che l’hanno applicata, ha sancito la ultrattività degli aumenti tariffari intervenuti precedentemente alla sua entrata in vigore, sicché, dato questo pacifico, fondando la pretesa in contestazione su un aumento disposto al più tardi nel 2008, non v’è motivo di ritenere illegittima la stessa…”

SUL TEMA:

IMPOSTA PUBBLICITA’ – CTR Abruzzo – Sentenza 436 del 5/10/2020 – Aumenti tariffari 2014 – Legittimità

“…gli aumenti in questione sono stati disposti con Delib. di G.C. n. 962 del 2003, dunque tali aumenti non risultano illegittimi secondo i parametri enunciati dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 15 del 2018, secondo cui “… non è corretta l’interpretazione dell’art. 1, comma 739, della L. n. 208 del 2015, secondo cui esso ripristinerebbe retroattivamente la potestà di applicare maggiorazioni alle tariffe per i Comuni che, alla data del 26 giugno del 2012, avessero già deliberato in tal senso. La disposizione, invece, si limita a precisare la salvezza degli aumenti deliberati al 26 giugno 2012…” Dunque, secondo la Corte Costituzionale appare conforme a costituzione l’interpretazione di tale comma 739 nei limiti in cui consente di non considerare illegittimi gli aumenti già deliberati, come nel caso di specie, entro il 26 giugno 2012.”

 

APPROFONDISCI L’ARGOMENTO 

 

IMPOSTA PUBBLICITA’ – TAR RM – Sentenza 12828 del 1/12/2020 – D.C.P.M. 16/2/2001 – Aumenti tariffe – Legittimità

“Del tutto legittimamente, dunque, il commissario straordinario ha adottato, con i poteri della Giunta comunale, la deliberazione impugnata in data antecedente al 31 marzo 2012, con conseguente operatività della sopra indicata
previsione, con ciò giustificandosi anche l’immediata esecutività della deliberazione…”

RAPIDA RASSEGNA GIURISPRUDENZIALE SULL’ARGOMENTO

 

 

IMPOSTA PUBBLICITA’ – D.P.C.M. 16/2/2001 – Aumenti Tariffari – Rapida rassegna giurisprudenziale
IMPOSTA PUBBLICITA’ – Aumenti Tariffari e Sentenza Corte Costituzionale 15/2018 – Rassegna

 

TARI – C.T.P. Roma – Sentenza 10321 del 15/7/2019 – Violazioni ultrannuali – Cumulo giuridico – Si applica

“La Commissione osserva che il meccanismo del cumulo giuridico delle sanzioni tributarie prevede l’irrogazione di un’unica sanzione per la pluralità di violazioni commesse dal medesimo contribuente, determinata applicando alla sanzione prevista per la violazione più grave gli aumenti previsti dalla legge. Pertanto quando l’illecito continua ripetutamente in relazione alla medesima imposta ma in più periodi d’imposta la continuazione della violazione rientra nella disciplina del comma 5 dell’art. 12 del D.Lgs. n. 472/1997. “

IMPOSTA PUBBLICITA’ – Cassazione – Ordinanza 949 del 16/1/2019 – Tariffe – Deliberazione – Decorrenza

“Ritiene il collegio di aderire all’orientamento espresso di recente dalla S.C., secondo cui: “In base all’art.37, 1” co., d.lgs. 507/93, le tariffe in materia di imposta sulla pubblicità e di diritto sulle pubbliche affissioni possono essere adeguate, nei limiti ivi indicati, “con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri”. I decreti di adeguamento – si stabilisce – “accertano l’entità delle variazioni, indicano i nuovi importi e stabiliscono la data a decorrere dalla quale essi sono applicati”. Nel caso di specie rileva il DPCM 16 febbraio 2001 il quale, dopo aver rideterminato (art.1) la tariffa per la pubblicità ordinaria di cui all’articolo 12 d.lgs. 507/93 (con suddivisione dei Comuni in cinque classi differenziate), ha poi stabilito (art.2) che: “La rideterminazione della tariffa per la pubblicità ordinaria di cui all’art. 1 decorre dal 1^ marzo 2001”. Le disposizioni sin qui esaminate debbono essere coordinate con la regola generale desumibile dall’art.3, co. 5^, d.lgs. 507/93 cit. (modificato dall’articolo 10, co. 1^, lettera a), della I. n. 448/01)., secondo cui: “In deroga all’ articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le tariffe dell’imposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni sono deliberate entro il 31 marzo di ogni anno e si applicano a decorrere dal 1° gennaio del medesimo anno. In caso di mancata adozione della deliberazione, si intendono prorogate di anno in anno”.

Da questa disposizione, di rango primario, si evince dunque che le tariffe in questione devono essere fatte oggetto di una specifica delibera comunale; la cui emanazione – soltanto – legittima l’applicazione retroattiva (dalla data di adozione al 1° gennaio del medesimo anno) di una tariffa che, altrimenti, non potrebbe sottrarsi al regime generale di irretroattività della norma impositiva. Ferma dunque restando la vigenza della rideterminazione tariffaria dal 1° marzo 2001 (data a partire dalla quale le nuove tariffe potevano essere recepite dalle amministrazioni comunali), la concreta applicabilità di essa presuppone che, secondo quanto stabilito dalla legge istitutiva, intervenga una delibera di recepimento da parte del Comune; in assenza della quale “si intendono prorogate di anno in anno” le tariffe già adottate. Posto che anche le delibere di recepimento debbono essere emanate entro il 31 marzo di ogni anno, si evince che – in caso di adozione successiva – le nuove tariffe non possano valere che a decorrere dal 1° gennaio dell’anno seguente”

CONFORME:

 

SUL TEMA ANCHE: 

D.P.C.M. 2001 – RASSEGNA GIURISPRUDENZIALE