ICI – Cassazione – Sentenza n.17814 del 19/7/2017 – Abitazione principale diversa da residenza anagrafica – Non bastano le bollette delle utenze come prova

Il contribuente ha impugnato in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva ritenuto la residenza anagrafica quale riferimento da assumere per la definizione di abitazione principale.

Il ricorrente si era visto così negare l’applicazione dell’agevolazione “prima casa” in quanto, di fatto, non aveva provato che l’indirizzo dell’immobile dallo stesso indicato, diverso dalla residenza anagrafica, presentasse tutti i requisiti richiesti per potersi definire dimora abituale.

La Cassazione ha invece conferma la legittimità dell’operato del Comune ribadendo la presunzione relativa di coincidenza tra la residenza anagrafica e l’abitazione principale e ritenuto le bollette delle utenze (luce, acqua, gas) prova non sufficiente a dimostrare la coincidenza tra dimora abituale volontaria e la residenza anagrafica, potendosi le stesse riferirsi anche ad immobili abitativi e residenziali secondari.

 

IMU – Abitazione principale – Requisiti dimostrabili per ogni annualità – CTR CAMPANIA – Sentenza 785 del 26/1/2021

Nella fattispecie, l’accertamento compiuto dal giudice tributario nella diversa annualità, sul cui passaggio in giudicato
non vi è contestazione, non può essere esteso agli anni successivi in quanto tale valutazione non investe un
elemento costitutivo della fattispecie a carattere stabile o tendenzialmente permanente e comune ai vari periodi di
imposta, posto che sia le condizioni di erogazione del servizio sia le concrete modalità di attuazione dello stesso
costituiscono circostanze mutevoli nel tempo che richiedono di volta in volta una verifica ed un accertamento per
ciascun periodo di imposta.

TIA – Cassazione – Ordinanza n.21234 del 13/9/2017 – Civile abitazione adibita anche ad attività professionale – Tassabilità

“Occorre rilevare che, in ordine al presupposto TARSU, l’art. 62, comma 4, del d. Igs. n. 507 del 1993 dispone che “nelle unità immobiliari adibite a civile abitazione, in cui sia svolta un’attività economica o professionale, può essere stabilito dal regolamento che la tassa è dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie a tal fine utilizzata”

RISCOSSIONE COATTIVA – Cassazione – Sez. V – Sentenza n. 8553 del 29/4/2016 – Ingiunzione Fiscale – Non necessita congrua motivazione

Congrua motivazione della pretesa tributaria – Non necessita trattandosi di atto preceduto da accertamenti – Sufficienza del richiamo agli accertamenti notificati – Difformità tra importi indicati nell’ingiunzione e quelli riportati negli accertamenti – Legittimità in ragione degli interessi ulteriormente maturati e del venir meno del beneficio della riduzione delle sanzioni.

IMU – Cassazione – Ordinanza 1263 del 21/1/2021 – Inagibilità già a conoscenza dell’Ente – Riduzione – Non necessita ulteriore richiesta

“Pertanto quando lo stato di inagibilità è perfettamente noto al Comune è da escludersi il pagamento dell’ICI in misura integrale anche se il contribuente non abbia presentato richiesta di usufruire del beneficio della riduzione del 50% tenuto conto del principio di collaborazione e buona fede chedeve improntare i rapporti tra ente impositore e contribuente…”

 

ICI – Cassazione – Ordinanza 29686 del 28/12/2020 – Collegi – Esenzione – Requisiti oggettivi e soggettivi

“Ai fini del riconoscimento dell’esenzione indicata nella lettera i) dell’art. 7 cit., è necessario pertanto che sussistano contemporaneamente entrambi i requisiti:.. quello soggettivo dell’utilizzo dell’immobile da parte di un ente pubblico o privato, diverso dalle società, residente in Italia, che non abbia per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale; quello oggettivo della destinazione esclusiva dell’immobile allo svolgimento di una delle attività tassativamente indicata nella norma…”

TARSU – Cassazione – Sez.V – Ordinanza n. 17312 del 13/7/2017 – Box auto – Tassabilità

Il principio in esame opera anche per i parcheggi privati, che non siano pertinenze dell’abitazione, ricorrendo la medesima ratio della frequentazione da parte di persone (e, cioè, del titolare del veicolo abitualmente parcheggiato), sufficiente a generare la presunzione della produzione di rifiuti. Non può, quindi, ritenersi sufficiente, ai fini dell’esonero dalla tassazione, l’indicazione nell’originaria denuncia della destinazione del locale all’uso di parcheggi. In materia di tarsu, i parcheggi – sia pubblici sia privati – sono aree frequentate da persone e, quindi, presuntivamente produttive di rifiuti, salva specifica prova contraria, che non può consistere nella destinazione dell’area alla esclusiva funzione di posteggio.