TARSU – Cassazione – Ordinanza 16686 del 21/6/2019 – Tariffe – Parcheggio scoperto e scoperto – Non assimilabilità

24 Giugno 2019

“L’area scoperta adibita a parcheggio, pur potendo essere qualificata come rimessa di autoveicoli, con rapporto di “species” a “genus” e dovendosi escludere l’esimente di cui all’ad. 62, comma 2, del d.P.R. 15 novembre 1993, n. 507 per inidoneità dell’area a produrre rifiuti, essendo la stessa luogo frequentato da veicoli e persone, potenzialmente idonea alla produzione di rifiuti (Cass. 2754/2012), non può essere totalmente equiparata all’area coperta.. “

ICI/IMU – Cassazione – Sentenza 16550 del 20/6/2019 – Trustee – Soggetto passivo – Condizioni

21 Giugno 2019

“Conclusivamente, può dirsi che l’ICI (oggi IMU), è un tributo di natura patrimoniale, che considera come base imponibile il valore del bene immobile, a prescindere, in linea generale, da qualsivoglia condizione personale del titolare del diritto e dall’uso che si faccia del bene. Di conseguenza individuarne il soggetto passivo nel trustee, al quale sia stato trasferito il bene dal disponente, e che pertanto riveste la qualità di proprietario, ai sensi dell’art. 3 del D.Igs. 504/1992, non viola di per sé il principio della segregazione patrimoniale, non comportando aggressione dei beni in trust da parte dei creditori personali del trustee e gravando l’imposta sullo specifico bene di cui il trustee ha il possesso ed alla cui amministrazione e gestione egli è tenuto, il che comporta anche dovere di assolvere agli oneri gravanti sulla proprietà.”

COSAP – Tribunale Milano – Sentenza del 11/6/2019 – Accertamento – Verbale pubblico ufficiale e termini di difesa

6 Luglio 2019

“Giova rammentare che il verbale di accertamento, nel quale vengono analiticamente descritte le violazioni personalmente accertate dagli agenti della Polizia Locale, costituisce piena prova delle infrazioni contestate. Infatti, nel giudizio di opposizione all’avviso di pagamento la verità dei fatti direttamente rilevati dall’agente accertatore può essere contestata solo avvalendosi del procedimento di querela di falso, che nel presente giudizio non è stato esperito (Cass, sez. lav. n. 23800/2014), rendendo così incontrovertibili i fatti stessi.

La società opponente presume che vi sia stato da parte degli accertatori un travisamento dell’effettivo svolgersi dei fatti direttamente verificati dagli agenti, le cui questioni sono, come indicato dalla costante giurisprudenza di legittimità, riservate al giudizio di querela di falso; è, invero, ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione, che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso – nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell’operato del pubblico ufficiale -la proposizione e l’esame di ogni questione concernente l’alterazione del verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali della realtà degli accadimenti e dell’effettivo svolgersi dei fatti (cfr. Cass. n. 17355/2013 e n. 3705/2013).

Nel caso di specie, la querela di falso non è stata proposta dall’interessata e, quindi, ne deriva che le contestazioni mosse dalla parte attrice sull’accertamento eseguito dalla Polizia Locale in ordine all’area occupata non possano essere accolte. In ogni caso, la documentazione fotografica allegata dall’Ente (doc. n. 3) conferma il contenuto del verbale di accertamento. Del tutto irrilevante ai fini dell’accertamento dello stato dei luoghi è la documentazione fotografica allegata dall’attrice (doc. n. 4), poiché non si riferisce alla situazione riscontrata dalla Polizia Locale all’atto del sopralluogo del 14-07-2017.”…

NOTIFICHE – Cassazione – Sentenza 15437 del 7/6/2019 – Eredi – Onere comunicazione agli uffici

10 Giugno 2019

“La S.C. ha avuto modo di chiarire in più occasioni (Cass. n.26718/2013; n. 228/2014) che quello della comunicazione configura un vero e proprio onere, diretto a consentire agli uffici di “azionare direttamente nei confronti degli eredi le obbligazioni tributarie, il cui presupposto si sia verificato anteriormente alla morte del de cuius”. A completamento della disciplina normativa sul punto, il quarto comma del medesimo articolo 65 stabilisce che “La notifica degli atti intestati al dante causa può essere effettuata agli eredi impersonalmente collettivamente nell’ultimo domicilio dello stesso ed è efficace nei confronti degli eredi che, almeno trenta giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione di cui al secondo comma”.

Pertanto, l’atto concernente obbligazioni tributarie facenti capo al defunto va notificato agli eredi, in via alternativa:

1)impersonalmente e collettivamente, nei confronti di tutti gli eredi, nell’ultimo domicilio del dante causa, quando la comunicazione di cui al secondo comm dell’articolo 65 non sia stata effettuata;

2)individualmente e nominativamente, nei confronti del singolo erede, nel proprio domicilio fiscale, in presenza di comunicazione

COSAP – Tribunale Milano – Sentenza del 4/6/2019 – Occupazione abusiva – Decorrenza – Presunzione – Onere della prova

6 Luglio 2019

“In ogni caso, la presunzione di occupazione nei trenta giorni antecedenti l’accertamento della violazione prevista dalla disciplina regolamentare può essere superata qualora la parte fornisca elementi tali da far ritenere che effettivamente l’occupazione debba ricondursi al solo momento dell’accertamento. Nel caso di specie, x s.r.l. non ha assolto tale onere probatorio, dal momento che i capitoli di prova per come formulati non consentivano di superare la presunzione di occupazione dell’area. Inoltre, rileva questo giudice che le modalità e l’entità dell’occupazione abusiva accertata, nonché i sopralluoghi effettuati dalla Polizia Locale nei giorni precedenti (doc. n. 5 di parte convenuta) contrastano con l’occasionalità dell’occupazione. Infine, si osserva che è irrilevante la circostanza che, come dichiarato dalla stessa società, nell’ambito dei lavori edili venisse utilizzata una piattaforma della dimensione massima di mq 44 poiché, come emerge dalla documentazione fotografica allegata dal Comune e di logica intuizione, l’area transennata e occupata da cartelli stradali era ben maggiore.

In conclusione, parte attrice non ha fornito alcun elemento idoneo a contrastare la pretesa dell’amministrazione, né a vincere la presunzione di occupazione per trenta giorni.”

 

NEW !!! CONFORME:

(sulle presunzioni iuris tantum o juris et de jure) Sentenza 5774/2019 Tribunale Milano

“Ai sensi dell’art. 2727 c.c., com’è noto, costituiscono presunzione ” le conseguenze che la legge […] trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignorato “; in tali ipotesi, dunque, è la legge ad attribuire ad un certo fatto valore di prova in ordine ad un fatto ignoto, il quale viene presunto.

Le presunzioni legali si distinguono in due categorie: presunzioni relative (o iuris tantum ), le quali ammettono prova contraria; presunzioni assolute (o iuris et de iure ).

Anche a voler ritenere la presunzione in esame una presunzione iuris tantum , si osserva che nel caso in esame essa non è vinta da prova contraria, posto che le dichiarazioni scritte rese da persone informate sui fatti, allegate in primo grado dal ricorrente, non appaiono dirimenti, nulla deducendo in ordine alla pregressa occupazione del suolo nei giorni precedenti con auto in riparazione diverse da quella verificata; la presunzione applicata appare, per contro , corroborata in fatto dalla circostanza, allegata dal Comune appellato e non contestata ex adverso , che il Comando di Polizia Locale avesse ricevuto nel corso degli anni reiterate segnalazioni di occupazione abusiva proprio del marciapiede antistante l’autofficina ad opera dell ‘appellante xxxx .

Deve dunque condividersi il calcolo dell’indennità operato dal Comune, con conseguente rigetto anche del secondo motivo di impugnazione.”